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“Senzatomica”: A Roma la mostra multimediale sul disarmo nucleare

 

Fino al 26 aprile visitare lo spazio Factory dell’ex Mattatoio, consentirà di confrontarsi con un tema molto particolare. Da qualche giorno infatti, è stata allestita la mostra multimediale “Senzatomica”, organizzata dall’Istituto Buddista Italiano e già portata in 48 città italiane, con un ottimo riscontro di pubblico.

L’INSEGNAMENTO BUDDISTA – La mostra, caratterizzata da decine di pannelli espositivi, punta fortemente a coinvolgere le coscienze individuali. “Il disarmo parte da me”, viene infatti ripetuto come un mantra, nei totem e sui volantini che lanciano l’iniziativa. E non è un caso che l’evento sia stato organizzato proprio dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. “Nell’insegnamento buddista la vita è il bene più prezioso. Bisogna trasformare lo spirito umano per arrivare ad un mondo libero dalle armi nucleari – ha sottolineato il presidente dell’Istituto durante la conferenza stampa – L’egoismo umano si manifesta nella distruzione dell’ambiente interiore  ed in quello sociale e naturale. Ma la natura e l’universo interiore sono intimamente interconnessi”. Ne deriva una considerazione, che è il tema trainante della mostra: bisogna arrivare ad una presa di coscienza interiore, a partire da ogni singolo individuo, per trasformare il mondo circostante.

LA RISCOPERTA DELL’UMANITA’ – Alla conferenza stampa ha preso parte anche l’Assessore alla Cultura della regione Lazio Lidia Ravera, che si è detta “sollevata” per il fatto stesso che sia arrivata a Roma questa mostra. “Oggi siamo tentati dall’oblio, ma la minaccia è ancora lì. Ed è solo con la memoria di quello che c’è stato – ha ricordato Ravera – che possiamo proteggerci da quello he potrebbe accadere di nuovo”. L’Assessore ha poi ringraziato l’Istituto Buddista “per l’impostazione che hanno dato a questa mostra: che ciascuno faccia i conti con la sua  umanità e che rinnovi innanzitutto dentro di sè il patto dell’empatia. Che si metta nei panni di chi vive in teatri di guerra. Che ciascuno rifletta sull’insensatezza di una pace basata sulla minaccia e sulla paura e sull’esibizione di forza distruttrice. Che ciascuno dica no!”

UNA MINACCIA COSTANTE – Il Sindaco Marino, prendendo parola dopo Ravera, ha affrontato il tema della deterrenza, ricorrendo ad un parallelismo piuttosto efficace. “Molti di noi hanno sul braccio il segno della vaccinazione per il vaiolo. E’ stato debellato dalla Terra negli anni 70  ed i nostri  figli non si devono più vaccinare per quella malattia che nei secoli ha ucciso milioni di peRsone. La maggior parte di noi però crede che il microrganismo del vaiolo non esista più. Ed invece ancora c’è, e lo posseggono gli Stati Uniti e la Russia. Ogni anno – ha svelato il Sindaco – il 31 dicembre provano a mettersi d’accordo per distruggere i contenitori dove viene tenuto. Ed ogni anno, si lasciano persuadere dai rispettivi consiglieri militari, che consigliano ai due Capi di Stato di non distruggere i microrganismi”.

DETERRENZA E STUPIDITA’ – L’esempio, sembra rimandare al concetto di deterrenza, su cui la mostra insiste molto. “Questa – ha aggiunto il sindaco chiudendo il racconto sul vaiolo – è effettivamente stupidità. Al contrario – ha concluso il primo cittadino – chi ha  delle responsabilità nella nostra società, dovrebbe non concentrarsi sulle paure del passato, ma lavorare per il bene di ciascuno. Per dirla con Nelson Mandela, per rendere il nostro mondo migliore, basterebbe che ognuno facesse il proprio lavoro quotidiano”.

Fonte : .romatoday.it

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